Chi non ha amato Magic in the Moonlight forse è invidioso della “giovinezza” di Woody Allen; un regista che dopo il bellissimo Blue Jasmine, ritratto della contemporaneità, del suo cinismo, della vanità che scolora in una triste e urbana decadenza, è capace di rinnovare il suo spirito e far fiorire un film come questo. Magic in the Moonlight è una favola sull’amore e sulle illusioni, dalla grazia shakespeariana e immerso in un dipinto di Renoir. Un sogno idilliaco sugli inganni ed i giochi del cuore, dai dialoghi così arguti – e coscientemente teatrali, per limare le asperità del reale – da far dimenticare quanto sia perfettamente, silenziosamente girato.
UNDER THE SKIN di Jonathan Glazer
Un film incantatorio, crudele, in cui le leggi umane non sono meno spietate della missione della protagonista. UNDER THE SKIN procede per blocchi narrativi ossessivi, disorienta con una linearità di sensazioni estranee e minacciose: uno sperimentalismo ipnotico che avvolge lo spettatore. Il mondo è reinventato, nei suoni, nelle prospettive, negli sguardi degli esseri umani. Indimenticabili le dissolvenze incrociate del volto e del bosco: c’è tutta la vita e la morte in quello sparire nella violenza della natura.